Wooo Whooo : Blur live@Ippodromo del Galoppo, Milano - 28/7/13
Si, ok, sono una fan di vecchia, vecchissima, data degli
Oasis. Una fan nostalgica e con la F maiuscola.
Ieri sera però mi sono affidata alla magnanimità dei
fratelli Gallagher, implorandone la loro comprensione, e mi sono goduta, per la
prima volta live, i brit cuginetti rivali per eccellenza; ieri sera, all’Ippodromo del galoppo di Milano suonavano i Blur.
Biglietti acquistati con mesi di anticipo; si, la mia è
stata quindi una chiara premeditazione. Ma a me, i Blur, in fondo, son sempre
comunque piaciuti.
Arriviamo nei pressi dell’ippodromo intorno alle 19.30 e l’immagine
che ci troviamo davanti è quantomento surreale, nonchè disarmante: un solo
ingresso aperto ed una coda infinita per entrare. Nessuna differenziazione tra
voucher e biglietti veri. Un unico, disordinato
ed italianissimo ( concedetemi il pizzico di polemica) serpentone di persone,
impazienti e logorate dei 40 gradi cittadini e dalla famelicità delle zanzare
2.0 che snobbano pure gli spray repellenti.
Finalmente però entriamo; alle 21.30 puntualissime Damon Albarn e soci corrono sul palco.
Due accordi, un saluto al pubblico: si parte con “Boys & Girls”. Si parte col botto, per noi nostalgici trentenni
con ancora una parte di cuore ( e di gambe) nell'illusione pop degli anni 90. Tutti
la conoscono, tutti la cantano.
Damon è carico, si muove senza tregua sul palco, la voce gli
viene dietro, anche se a tratti sembra implorare riposo. Pezzi come Parklife, Popscene, Trimm Trab ci
fanno ballare ed urlare come se non ci fosse un domani.
I cambi di ritmo e di mood rendono il live ancora più
interessante ed avvolgente; così, se un’attimo
prima rischiavi la clavicola saltellando con il tuo vicino di prato, un attimo
dopo ti ritrovi a sognare sulla malinconica melodia di Out of Time o ad ostentare e regalare amore limonando sulla
cantilena di Tender.
Un grande sorriso è spuntato sulla faccia di ognuno di noi,
quando, su Coffee&Tv, sul palco è
salito anche la versione OGM del cartone del latte del video.
Country House è
una festa, Under the westwide al
pianoforte è toccante.
Siamo stanchi, sudati, con qualche ettolitro di sangue in
meno causa mosquitos ma un refrain ci muove tutti come un’onda tsunamica. Whoo Hoo. E’ Song Two a concludere il live, con una deflagrazione di salti ed
urla. Damon e la sua voce sembrano un po’
provati. Graham Coxon continua a dimostrasi un pop genio.
Un gran bel gig: un viaggio a tempo nel tempo, negli anni in
cui, noi, grazie anche alle loro canzoni, eravamo ancora più incoscienti ed
indolenti di oggi, con meno paranoie e tanto cuore.
Quindi Liam, Noel: perdonaeci. I Blur, almeno una volta, andavano visti.
Elena Panchetti

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