Beady Eye + Cold Commettee + Blastema @ Pistoia Blues 06-07-2013

Sempre la solita storia: “ Stasera vado a vedere i Beady eye al Pistoia Blues” – “ Ah, il Pistoia Blues. Ma i Beady chi???”.
Eppure siamo già al secondo album all'attivo, il nome almeno dovrebbe essere conosciuto.
In ogni qual modo, ieri sera, al Pistoia Blues, suonavano i Beady Eye, la “nuova” formazione di Liam Gallagher, Gem Archer, Andy Bell, e Chris Sharrock, ex Oasis per semplificare.
Ieri sera, sotto il palco più o meno blues di Pistoia, ho sfidato le polemiche ed i disaccordi sulla scarsa blues-attitude dei Beady in un festival che, già dal nome, dovrebbe accogliere essenzialmente quel genere li, ed ho portato in alto l’Union Jack che, musicalmente, ho scalfita nel cuore e tatuaggisticamente sul braccio destro.
Ad aprire il live di Liam&C. due gruppi: i Cold Commettee, gallessi, very young, very indie e molto cool. Bravi e con una giusta inclinazione. Usciranno a breve con il loro primo album: da seguire.
A ruota sul palco i Blastema, da Forlì, con un mix di rock, neoprogressive incazzato e sudato atto a dipingere il volto di un paese in cui, è arcinoto, la vita per un ventenne non è così facile; a testimonianza dell'inquietudine diffusa, per l'appunto, vari lanci sul palco di bottiglie e bicchieri di birra. Inutili sprechi, aggiungerei. 
E poi eccoli, finalmente, i Beady Eye: la curiosità di sentire come suona dal vivo l’ultimo album, BE, è tanta. C’è da dirlo, stiamo parlando di un album che non ha suscitato tutto questo grande interesse, accusato ed additato di sempliciottismo, poco impegno, banalità e scarsa originalità. Ballate classiche dai quattro accordi ripetuti, alternati a brani con misere intuizioni rockeggianti. 

Liam Gallagher, però, una volta sul palco, riesce a farti dimenticare buona parte dei dubbi o delle incertezze a riguardo: gli anni passano, è evidente, ma l’indole del frontman, dell’idolo rock, della rock star sono una sua prerogativa. Le pose e le mosse son sempre le stesse, ma il carisma e l’energia che si respirano sono inebrianti. Oltre ai nuovi brani di BE, alcuni pezzi di Different Gear, Steel Speeding, e due pezzi Oasis 'old school', Rock’n’roll star e Morning Glory, sui quali, fan di vecchia, vecchissima data come me, han rischiato le lacrime da commozione.
Il pubblico, ahimè, un po’ per i  motivi che vi ho cercato di spiegare prima, non è numerosissimo, né particolarmente caloroso: poche magliette del City ( squadra sostenuta attivamente dai Gallagher), pochissimi cori, pochi tagli brit di capelli ( il che puo’ essere essenzialmente un bene). Manca quel giusto mood sotto il palco.
Liam a fine live si getta tra il pubblico, dispensando pose, abbracci e strette di mano. Un live della durata di un’oretta scarsa senza neanche l’ombra di un bis. Sia chiaro, noi brit addicted siamo abituati a sveltine live ma almeno un paio di brani in più, forse, ci potevano essere concessi ieri sera.
Ho provato davvero con tutta me stessa ad essere il più obiettiva possibile in questa review ma, ahimè, penso che i risultati siano comunque poco convincenti. Il mio verso i fratelli Gallagher è un amore nato sui banchi di scuola e che voglio portarmi dietro per tutto il tempo a mia disposizione. Flop discografici, scarso seguito, dichiarazioni ridicole, smentite ancor più imbarazzanti o concerti risicati non mi faranno cambiare idea sul fatto che si tratti di vere rock’n’roll stars e che, sotto il  palco, le braccia in alto continueremo a tenederle.
Elena Panchetti

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