Tripla intervista con i Crazy Capos!
I Crazy Capos sono un trio ma valgono per sei.
Si destreggiano fra pop e country con voce, chitarra e percussioni dal 2010 circa.
Hanno iniziato in due, sono diventati tre e adesso hanno deciso che può bastare.
Sono Stefano Zanini (chitarra e cori), Camilla Susini (voce) e Iacopo Olivares (percussioni), che ho avuto l'occasione (e il piacere) di riascoltare al Giardino dell'Orticoltura circa una settimana fa.
Chiedo udienza per un'intervista, perché mi son proprio piaciuti.
Se ti stai chiedendo chi diavolo siano, beh... ho girato la domanda a Stefano, che mi ha risposto così: “I Crazy Capos ruffianeggiano dal 2010 circa, quando Camilla chiese a Stefano di metter su un duo acustico. Il duo divenne un trio con Alessandro prima e Iacopo poi, in qualità di percussionisti. Inizialmente si sono concentrati sul genere "radiofonico", cioè pezzi molto noti e hit del momento. Solo ultimamente, si è aggiunta e mescolata anche un'anima country, sia classico che recente. La maggior parte dei pezzi che suoniamo, per essere adattati alle caratteristiche vocali di Camilla, hanno avuto bisogno di essere trasposti di tonalità, e molto spesso questo l'abbiamo ottenuto piazzando il capotasto in posizioni improbabili; in inglese il capotasto si traduce "capo", e il gioco è fatto!”
Soddisfatti? Io non ancora.
I monologhi alla lunga annoiano, decido di movimentare la cosa e invio loro qualche domandina agile, ironica, incalzante... quello che non sanno è che hanno ricevuto tutti le stesse domande!
Semplicità, spontaneità, voglia di divertirsi senza esigere
chissà cosa.
I Crazy Capos sono questi, ci si arriva percorrendo le “Country Roads” decantate da Denver... Li trovate in quel di Firenze, si riconoscono perché sono tre ganzi, come si dice tra toscani. Grazie mille ragazzi per la simpatia e la disponibilità, un 'lacio drom' (buon viaggio) per altre piacevolissime serate! Teneteci aggiornati!
Giada Moneti
Foto di: Janos Mark Szakolczai
Si destreggiano fra pop e country con voce, chitarra e percussioni dal 2010 circa.
Hanno iniziato in due, sono diventati tre e adesso hanno deciso che può bastare.
Sono Stefano Zanini (chitarra e cori), Camilla Susini (voce) e Iacopo Olivares (percussioni), che ho avuto l'occasione (e il piacere) di riascoltare al Giardino dell'Orticoltura circa una settimana fa.
Chiedo udienza per un'intervista, perché mi son proprio piaciuti.
Se ti stai chiedendo chi diavolo siano, beh... ho girato la domanda a Stefano, che mi ha risposto così: “I Crazy Capos ruffianeggiano dal 2010 circa, quando Camilla chiese a Stefano di metter su un duo acustico. Il duo divenne un trio con Alessandro prima e Iacopo poi, in qualità di percussionisti. Inizialmente si sono concentrati sul genere "radiofonico", cioè pezzi molto noti e hit del momento. Solo ultimamente, si è aggiunta e mescolata anche un'anima country, sia classico che recente. La maggior parte dei pezzi che suoniamo, per essere adattati alle caratteristiche vocali di Camilla, hanno avuto bisogno di essere trasposti di tonalità, e molto spesso questo l'abbiamo ottenuto piazzando il capotasto in posizioni improbabili; in inglese il capotasto si traduce "capo", e il gioco è fatto!”
Soddisfatti? Io non ancora.
I monologhi alla lunga annoiano, decido di movimentare la cosa e invio loro qualche domandina agile, ironica, incalzante... quello che non sanno è che hanno ricevuto tutti le stesse domande!
1) Vi destreggiate fra Nutini, The
Lumineers, Beatles... potendo aggiungere un pezzo a tua scelta dalla
scaletta, quale sarebbe e perchè?
STEFANO: Mi piacerebbe
moltissimo riarrangiare "Remains Of The Day" di Danny
Elfman, dalla colonna sonora de "La Sposa Cadavere", perchè
il pezzo mi piace tanto e perchè confrontarmi con il jazz è una
sfida che prima o poi voglio affrontare.
CAMILLA: Alla nostra scaletta
aggiungerei pezzi di “Florence and the Machine”, non tanto perché
Florence Welch è il mio idolo assoluto, ma proprio perché sia i
testi, sia gli arrangiamenti dei suoi pezzi sono incredibilmente
coinvolgenti. Quando ascolto un suo pezzo non riesco a fare altre
cose contemporaneamente... sia per le parole, sia per le melodie!
IACOPO: Durante la preparazione
di questo live nel Giardino dell'Orticultura ho pressato molto per
introdurre nella scaletta "Everything is sound" di Jason
Mraz. L'ho proposto perché è un incredibile pezzo che elogia la
bellezza di creare musica ovunque e con qualunque cosa, in più è
molto facile da cantare nel ritornello! Fa solo lalalala halleluja!
2) ...Parlando invece di repertorio
italiano, quale canzone proporresti agli altri?
STEFANO: Non ci ho mai pensato,
ma adesso mi viene in mente Nina Zilli, magari "L'Amore E'
Femmina".
CAMILLA: Per quanto riguarda il
repertorio italiano, agli altri proporrei pezzi di Mannarino, un
cantautore folk italiano che fa pezzi che potrebbero essere molto
piacevoli da ascoltare e da suonare.
IACOPO: Adesso non saprei
precisamente quale, ma sicuramente una canzone di Lorenzo Jovanotti.
3) CONVINCI IL LETTORE. Un aggettivo
per descrivervi e qualcosa per cui valga la pena ascoltarvi.
STEFANO: Il criterio con cui
scegliamo i pezzi è per l'appunto il divertimento del pubblico,
oltre al nostro nel suonare, e per questo spero valga la pena di
sentirci; con questa premessa, l'aggettivo potrebbe essere "ruffiani"
!
CAMILLA: Vale la pena ascoltarci
perché ci divertiamo suonando... e suoniamo pezzi orecchiabili!
IACOPO: Come aggettivo scelgo:
genuinità. Siamo un gruppo a cui piace suonare e far stare bene la
gente attraverso la musica. Siediti davanti un tavolo con gli amici
davanti a noi, magari beviti un bicchiere di vino, e tornerai a casa
dopo una serata piacevole.
4) Giardino dell'Orticoltura,
Firenze, serata acustica dove iniziate a suonare tranquillamente.
Ambiente ottimo, il pubblico c'è e nulla può andare storto...
pensavi. Ma bastano pochi pezzi perchè una corda della chitarra
salti e vi abbandoni al vostro destino. Il tuo primo pensiero è
stato...
STEFANO: Il primo pensiero è
stato "pazienza, in qualche modo me la caverò", poi ho
realizzato che un paio di pezzi avrei avuto grosse difficoltà a
farli. Per fortuna il nostro amico Leo ci ha procurato una corda!
CAMILLA: Il mio primo pensiero è
stato “Ecco, ho detto a tutti i miei amici e conoscenti di venirmi
a sentire e adesso facciamo un figura di m...!!!” però alla fine è
andato tutto bene grazie al soccorso di Leonardo.
IACOPO: Si continua a suonare!
Sperando che il suono riesca a rendere lo stesso.
5) Tra 10 anni, quale membro dei
Crazy Capos, come ti immagini? dove ti immagini? ti immagini?
STEFANO: Fin'ora i Crazy Capos
sono andati avanti come band occasionale, destinata a pochi concerti
estivi, e anche se ultimamente il progetto ha assunto una prospettiva
un po' più a lungo termine, non saprei davvero dove saremo tra così
tanto tempo!
CAMILLA: Non ne ho proprio idea!
IACOPO: Dunque tra 10 anni avrò
31 anni... mi immagino con il lavoro, una casa, magari una famiglia
che inizia a crescere, ma che in mezzo a tutta questa normalità
apparente ci sia comunque spazio anche per la musica. Mi immagino
dopo una giornata a lavoro di venerdì, inizio il weekend andando a
suonare con i Crazy Capos in un pub di Firenze.
6) Riti
scaramantici-preghiere-bizzarre danze prima di un concerto... ne fai?
STEFANO: No, non ho rituali
particolari prima di suonare.
CAMILLA: Prima di un concerto
solitamente vengo assalita da una terribile ansia... e non ho tempo
di pensare a riti scaramantici!
IACOPO: Il mio unico rito ai
concerti è bere birra! Prima, durante o dopo il concerto è un
piacere che mi dedico sempre, ovviamente senza esagerare! Mi aiuta a
rilassarmi e a disinibire un eventuale imbarazzo.
7) Non si finisce mai di imparare,
perciò... una cosa da migliorare nel vostro gruppo, secondo te!
STEFANO: La presenza scenica e
le armonizzazioni dei cori.
CAMILLA: Da migliorare
assolutamente è la mia sicurezza sul palco, avendo suonato poco dal
vivo riesco a sciogliermi solo verso la fine del concerto...
IACOPO: Sicuramente dobbiamo
migliorare l'intrattenimento per coinvolgere di più il pubblico. E'
un aspetto che abbiamo notato sia noi stessi che gli amici che ci
sono vicini.
8) In un concerto il tuo obiettivo
principale è...
STEFANO: Come detto prima,
divertirmi e divertire!
CAMILLA: Far cantare le persone!
Vogliamo che si divertano ascoltandoci, andando oltre gli eventuali
errori che possiamo commettere suonando.
IACOPO: Far emozionare la gente.
9) La domanda da un milione di yen.
Se non vi chiamaste "Crazy Capos" (una famosa band
messicana ha pensato bene di diventare famosa prima di voi con questo
nome), sareste... ?
STEFANO: Crazy Capos Of Fire può
andare? Scherzi a parte, penso che sceglieremmo qualcosa di un po'
country, ma sono sicuro sarebbe un parto travagliato!
CAMILLA: Dato lo sketch che ha
raccontato prima Stefano, non abbiamo mai pensato a nessun altro
nome... quindi era destino!
IACOPO: Nella realtà sono
l'ultimo arrivato, quindi non mi permetterei di cambiare il nome alla
band, però fantasticando ci nominerei "Shades Dancer",
tonalità ballerina.
10) Uno sketch simpatico accaduto in
sala prove!
STEFANO: Non si è mai rotta
una corda!
CAMILLA: Ecco, ti racconto uno
sketch che è risultato simpatico per Stefano e Iacopo, ma non molto
per me. La sala prove in cui suoniamo è una specie di “bunker”
(infatti la chiamiamo così!) dove d'estate si rischia di soffocare
dal caldo. È simpaticissima usanza fare le 'torri' con le bottiglie
di birra su una grande mensola che sta accanto all'entrata. Come se
non bastasse, queste bottiglie vengono riempite con mozziconi di
sigaretta, che donano all'ambiente un piacevole odore. Insomma, come
penso ti sia già immaginata, questa torre è stata urtata per
sbaglio alla sua base e le bottiglie sono crollate ai miei piedi...
per fortuna non sulla mia capoccia. Abbiamo perso un'ora di prove a
reinserire i mozziconi nelle bottiglie che si erano salvate e a
riposizionarle, cercando di coprire i vuoti nella maledetta torre!
IACOPO: al momento non mi viene
in mente nulla!
I Crazy Capos sono questi, ci si arriva percorrendo le “Country Roads” decantate da Denver... Li trovate in quel di Firenze, si riconoscono perché sono tre ganzi, come si dice tra toscani. Grazie mille ragazzi per la simpatia e la disponibilità, un 'lacio drom' (buon viaggio) per altre piacevolissime serate! Teneteci aggiornati!
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| I Crazy Capos in concerto al Giardino dell'Orticoltura (Firenze) |
Giada Moneti
Foto di: Janos Mark Szakolczai

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