Sadside Project – Winter Whales War ( live@Glue, Firenze - 26.02.13 )

Sadside Project – Winter Whales War ( live@Glue, Firenze )
Prendete gli elementi chiave di un gruppo musicale: chitarra, voce e drums. Sintonizzateli con cura e meraviglia tra di loro, tanto da creare una perfetta armonia e sincronia. Metteteci l’energia autentica del blues e del rock, quella che siamo abituati ad assorbire, avidi ed entusiasti, negli ascolti dei Black Keys, dei White Stripes, dei giovani ed emergenti Fletcher, per citare formazioni analoghe.


Ecco che ci ritroviamo davanti ai Sadside Project, alias, Gianluca Danaro ( voce, chitarra ed armonica) e Domenico Migliaccio ( percussioni). Vengono da Roma, hanno già vinto l’edizione del 2009 del RockContest di Controradio, hanno aperto i concerti dei Verdena, ed adesso sono usciti con il loro secondo album Winter Whales War, etichetta Bomba Dischi/Audiglobe/Rough Trade. 
Ieri sera, dopo una lunga attesa di un’ora e mezzo rispetto ai programmi, (troppo per un turno infrasettimanale) li abbiamo ascoltati al Glue , Firenze, dopo che i Parking Lots, ai quali spettava il compito d’intrattenere il pubblico prima dei Sadside, avessero terminato la loro non proprio intonatissima esibizione.
Sul palco, ad accompagnare l’avvolgente performance del duo romano, anche due ospiti di eccezione: Alberto Mariotti, (ex Samuel Katarro ora King of Opera), alla chitarra, e Francesco D’Elia al violino che hanno dato vita ad una sorta di jam session policroma ed omogenea.
Un’ora abbondante di live in cui garage, indie e blues hanno creato un disegno minuziosamente curato e interpretato.
The same old Story con un riff energico come intro e bridge, al limite del noise, ti scuote e ti entusiasma; My favourite Colour, tra folk e blues, con un banjo ad alleggerire e far volare verso campi di grano e praterie pensieri e parole; Molly è una cantilena spezzata nelle parole e nella voce, variabile e imprevedibile: l’energia , la nitidezza e la precisione delle percussioni è disarmante. Stomaco e pancia. Sloop John B ti culla con attenzione, arpeggiando e sussurrando che tornare a casa non è proprio il primo desiderio.
I Sadside Project hanno il tiro giusto, e l’umiltà tipica di quei musicisti che sanno far ben il proprio lavoro. Il loro disco è il modo giusto per intraprendere un viaggio sconfinato ed immaginifico tra mari, pirati e balene. Psichedelia che incontra la melodia, blues che si mischia con il rock. Noi vi consigliamo di ascoltarvi il disco, fino all’ultima traccia, quella che da il nome anche all’album e che tra arpeggi e le parole delle poesie di Walt Whitman vi distende su un morbido tappeto in cui cuscini e coperte sono composti semplicemente da frasi musicali. In fondo, alla fine di un viaggio, il riposo sposa sempre riflessioni e ricordi.
Elena Panchetti

Niente da aggiungere a Elena. Un disco e un gruppo meraviglioso, go Sadside go!
Francesco Guerri
Winter Whales War
Tracks:
1.     The same old story
2.     My favorite colour
3.     1959 ( the last prom)
4.     This is halloween
5.     Edwards Teach also knows as Blackbeards
6.     Nothing to lose blues
7.     Hold fast
8.     Molly
9.     Sloop John B
10.   Winter Whales War


Foto di Simone Scotti






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