Rock Contest 2012 - Sesta e ultima eliminatoria
Sesta e ultima
eliminatoria - Rock Contest 2012
Ieri sera al Glue la sesta ed ultima eliminatoria del Rock
Contest 2012 di Controradio. Serata ricca di artisti e musicisti con A e la M
maiuscola. Per chi se li è persi:
La Struttura di Myriam : quattro elementi, rock alternativo, molto intensi. Testi urlati,
decantati più che cantati. Profondi e toccanti. Semifinalisti.
The Tocsins, direttamente
da Cesena ma con le braccia tese verso i sobborghi inglesi, l’indie , il brit
rock. Energici, coinvolgenti e con una forte padronanza del palco. Hanno una
bella esperienza sulle spalle, soprattutto per quanto riguarda i live, e si
vede.
L’uomo pigiama,
cantautore ironico from Santa Croce. Accento accentuatamente e naturalmente toscano,
testi e parole cucite e ricamate armoniosamente e fluidamente con contenuti
sarcastici ; il risultato è spassoso. Mi ha ricordato il Francesco Nuti di un
tempo ed il primo Guccini degli anni 70 che stornellava in dialetto. In semifinale.
Diva: quartetto
padovano che ci riporta un po’ alla new wave anni 80. I pezzi sono in Italiano.
Bravi, precisi ed armoniosi con testi che affrontano tematiche attuali nella
loro accezione più dark, cupa e malinconica. Il paradiso su Rete 4: la canticchio da ieri sera e non l’avevo mai
ascoltata prima. Funziona.
Two More Canvases,
quartetto Fiorentino di giovanerrimi musicisti. Si formano ad agosto del 2012,
hanno quindi pochissimi mesi di vita insieme. Il loro è un rock che strizza l’occhio
all’indie ed al grunge. Bravi, precisi e con buone intuizioni. Forse poco
armoniose le due voci in alcuni tratti, colpa senza dubbio del poco rodaggio ad
oggi. Li avremmo rivisti volentieri alla Flog.
La fascia del Cotone:
otto elementi direttamente da Montelupo F.no. Testi in italiano per un’amalgama
di jazz e blues. Musicali e corretti ma
forse non troppo originali nel loro genere.
Quella di ieri è stata la serata che più mi ha divertito in
assoluto, nell’accezione positiva del termine: teste di serie sul palco.
Sono tornata a casa però con un groppo in gola; da qui una
breve considerazione personale. Ci tengo a sottolineare che si tratta di un
punto di vista, il mio inevitabilmente e che i voti sono assegnati agli artisti in
maniera democratica; sono la giuria più il pubblico, composto magari anche da parenti, amici, vicini
di casa e fruitori in genere, con il loro giudizio a decretare il vincitore. L’imprescindibile
e critico giudizio del pubblico.
Il risultato di ieri sera mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca,
senza nulla togliere ai due semifinalisti.
Credo che scrivere canzoni e comporre musica sia una dote,
un talento più o meno naturale che ognuno può affinare nel tempo con pratica e
studio. Musica e talento, non vi dico niente di nuovo: negli ultimi anni la
televisione mondiale ci sguazza in questo binomio (e qui mi fermo perchè l’argomento
richiederebbe un pippone ancora più pipponesco).
Allo scrivere e comporre musica si aggiunge però un’ulteriore
capacità e attitudine: quella di trasmetterla, di renderla fruibile,
appetibile, memorizzabile. I metodi sono molteplici, è evidente. Uno di questi
sicuramente è di conivolgere il pubblico durante un live. Coinvolgere, rendere
il pubblico, gli ascoltatori partecipi e partecipanti, attori attivi della
scena, eliminare quel gap che inevitabilmente si crea tra il palco e la platea
( soprattutto quando ci si trova davanti a gruppi semi sconosciuti). Avviene
così, quasi per magia, che le braccia incrociate e gli sguardi scrutanti degli
astanti si trasformino in applausi, in battiti per tenere il tempo ed in passi
di danza. Questo è quello che è successo ieri sera con i Tocsins.
Li avrei ascoltati volentieri per un concerto intero di un’ora,
mi sarei divertita quasi quanto all’ultimo concerto dei Kasabian a cui ho
assistito ( cito i Kasabian perchè me li hanno ricordati a tratti).
Scusate, ma il magone lo dovevo sfogare, questa
eliminazione proprio non va giù. Ribadisco, de gustibus...
Ci vediamo alla Flog la settima prossima per la prima
semifinale.
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