Bifa, l'intrusione di un rapper al Rock Contest 2012.
Qualche domanda al rapper pugliese che ha deciso di presentare il proprio pensiero messo in musica, al Rock Contest 2012, perché l'importante "è esprimere quello che pensiamo con onestà".
Si legge in giro a rete di te che hai fatto questa scelta di rappare perché avevi bisogno di una svolta. Raccontaci quando è avvenuto questo? Se possiamo, racconta che facevi prima?
In realtà ho sempre avuto la passione per il rap perché è un modo di espressione che mi appartiene. Ricordo che da piccolo, alle scuole elementari, la maestra ci disse di scrivere una breve poesia
per farci capire cosa fosse una rima baciata, in realtà io scrissi due pagine e non volevo più fermami,credo che da allora mi innamorai del rap . Intorno ai 14 anni insieme ad alcuni amici, ho formato un gruppo chiamato Off-Side, dove cantavamo cover di pezzi a metà fra il rap e il pop made in Uk.
Dopo che il gruppo si sciolse, ho deciso di provare a scrivere qualcosa di mio in italiano, esprimere quello che sentivo, raccontare quello che vedevo e dire la mia su alcuni argomenti che mi avevano toccato da vicino o che mi avevano incuriosito e colpito. Ognuno di noi, credo ha bisogno di avere una valvola di sfogo, magari c’è chi ne parla con gli amici, c’è chi scrive su di un diario e c’è chi come me lo fa attraverso le canzoni! L’università mi ha portato via molto tempo, e chi ha studiato al Politecnico mi può capire. Nel periodo in cui ero studente mi sono solo limitato a scrivere alcune canzoni di “Fuori Tutto” senza avere mai il modo di registrarle, finchè un giorno, dopo essere stato ad un concerto dei Boomdabash, una canzone mi ha aperto gli occhi; il brano si chiama “Tè Libera”. Payà dice: “L’arte è libera e fanne quello che il cuore desidera”. Così è nata la prima canzone che ho pubblicato, It’s my life; una canzone che ho voluto dedicare a me stesso in primis e a tutti quelli che decidono di mettersi in gioco senza lasciare spazio ai rimpianti!
Ecco io non voglio arrivare un giorno e chiedermi: “E se….!?!”. Io cerco ancora la mia strada e vorrei tanto che fosse quella che mi porti dritto verso la musica e spero magari un giorno di poter dedicare il 100% davvero a ciò che mi rende felice! Se non dovessi farcela almeno potrò dire di averci provato e non avere così rimpianti. E’ facile magari criticare il lavoro degli altri senza mai mettersi in gioco ed io non ho voluto tirarmi indietro! Facendo un paragone sportivo, preferisco giocare una partita e perderla piuttosto che concedere la vittoria a tavolino!
Sappiamo che per le band emergenti è molto dura, riesci bene a far combaciare i tuoi
impegni, lavoro, con le date in giro, creatività dei tuoi testi?
Posso confermalo, è molto dura, anche perché citando una mia canzone “è difficile parlare se nessuno poi ti ascolta”, però la passione e la speranza sono il motore che mi spingono ad andare avanti. Purtroppo non è semplice ma quando una persona è innamorata di qualcosa non riesce a farne a meno, è un pò come una droga, e la musica è la mia! Un piccolo appello se così lo posso chiamare: “Se ascoltate o vedete qualcosa che vi piace fatelo conoscere ai vostri amici, un condivisione non costa nulla ma vale tanto per chi dedica ore e giornate intere ad un lavoro!” Sei accompagnato da un dj, è stato sempre così?
Sì in realtà ho sempre cercato un Dj bravo ed amante della musica e spero che la mia ricerca si sia conclusa con Blon-Dj, un ragazzo molto preparato e con una grande passione per la musica!Con lui mi trovo molto bene, sono a mio agio e questo feeling credo sia molto importante! Infatti ci sono bastate poche prove per trovare la giusta intesa. L'esperienza del rock contest di controradio. Una bella faccia tosta a presentarsi in mezzo a tutti quei rockettari. Quando hai preso questa decisione?
Quando mi è stato comunicato di essere tra i finalisti del Rock Contest, sono rimasto sorpreso ma allo stesso tempo molto onorato, perché essere apprezzato da chi non ascolta rap mi rende felice.
Secondo me la musica trasmette sempre qualcosa al di là del genere e chi fa musica deve essere rispettato perché ha il coraggio di esprimere una sua opinione. In realtà io ascolto di tutto e i generi musicali servono solo a catalogare i cd negli scaffali dei negozi: ascolto la canzone e non chi la canta.
Da qui è nata “Suono Commerciale” anche per far arrivare questo messaggio: “La musica serve ad unire e non a dividere”. Per esempio, su you tube, non ho mai cliccato e mai lo farò, su un “ non mi piace” o scritto commenti offensivi. Se qualcosa non mi piace preferisco non scrivere nulla per rispetto nei confronti di chi, comunque, ha svolto un lavoro. Preferisco riservare “la penna” per i commenti positivi su qualcosa che mi colpisce e che mi piace. Ultimamente siamo molto più bravi a criticare che ad elogiare, quando invece sarebbe meglio fare il contrario perché la cattiveria o la critica, se non costruttiva, servono solo ad alimentare polemiche e rancori che onestamente servono a ben poco. Diciamo che preferisco far l’amore e non la guerra, soprattutto ora, che stiamo vivendo questo periodo di crisi. A volte erigiamo delle barriere così alte che non riusciamo a vedere al di la del nostro naso.
Ad esempio, siamo italiani e facciamo distinzioni tra Nord e Sud,all’interno delle regioni facciamo distinzioni tra le provincie e poi tra le città e così via. Io mi chiedo perché?Alla fine rischiamo di restare chiusi ognuno nella propria stanza, alimentando l’intolleranza. Io credo invece che dobbiamo essere ben disposti ognuno nei confronti dell’altro, se amiamo, saremo amati e la musica mi sembra una buona arma per far arrivare questo messaggio.
Sei stato molto sfortunato perché sei stato estratto come ultimo a esibirti tra le band in gara e in sala c'era poca gente.
Non ti è mancato però il coraggio di esprimere il proprio pensiero. Non è facile cantare in italiano di storie taglienti.
Sempre più gente infatti trova sfogo nell'inglese e canta di temi più leggeri per non rimanere antipatici. Te invece hai fatto vedere che si può far sapere quel che si pensa con la musica, alla fine il rap è questo.
È dura portare avanti questo?
Hai mai dovuto scontrare il tuo pensiero con chi la pensa diversamente da te?
Essere stato sorteggiato per ultimo è stato ovviamente uno svantaggio, anche perché eravamo stanchi morti, visto il lungo viaggio che abbiamo fatto, ma alla fine se così ha voluto il destino lo accetto. Cerco sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno e trarre il massimo da qualsiasi opportunità che mi si presenti. Anche in questo caso ho apprezzato la gente che è rimasta ad ascoltarmi e ho cercato di dare il massimo per loro. Credo che qualcosa sia arrivato anche perché rivedendo il video del live ho notato che c’è stata una buona risposta. Per quanto riguarda l’inglese come ho detto anche prima, ognuno deve essere libero di esprimere la propria arte come meglio crede, io scrivo quello che penso,rispettando tutti, e spero che la gente apprezzi questa mia onestà.
La musica deve divertire e far riflettere,se poi ci sono entrambe le cose tanto di guadagnato. Al Rock Contest ho ascoltato un paio di gruppi che mi sono piaciuti, peccato però che quelli che mi hanno colpito non abbiano passato il turno!
Alla fine del live ho ricevuto molti complimenti dagli addetti ai lavori ed uno mi ha colpito: “Tenendo presente che io nelle cuffie sento solo gli ACDC, tu mi sei piaciuto!”.
Una critica che mi è stata rivolta, mi è stata fatta da una persona, autodefinitasi “intenditore”,che mi ha accusato di essere commerciale e che dovrei rivolgermi alla “nicchia”.
Questo mi ha fatto sorridere perché se commerciale significa rivolgersi a TUTTI quelli che hanno voglia d’ascoltare, allora si, sono commerciale. La mia musica rispecchia il mio modo di vivere, io frequento chi mi piace e non mi pongo problemi di cosa una persona ascolta, o come veste, o dal tipo di locali che frequenta, o quale lavoro svolge. Se c’è rispetto e voglia di stare insieme, questo mi basta.
un caro saluto, Vi ringrazio per lo spazio concessomi e vi saluto con la frase con cui chiudo i live: “Ragazzi, purtroppo la vita è un sola e sprecarla sarebbe davvero un gran peccato! Anche perché… se vivessimo la vita come vorrebbero gli altri, potremmo mai dire che è la nostra?”
.jpg)
Commenti
Posta un commento
blueswriters - enjoy live music