Mogwai – Live @ Cavea Auditorium (18.07.2009)

Mogwai – Live @ Cavea Auditorium (18.07.2009)

Nonostante il limite di 90 decibel imposto dalle autorità romane il timore di essere interrotti, manifestato da Stuart Braithwaite sul suo profilo di Twitter, non si è realizzato. Anzi, come ha dichiarato proprio Braithwaite – polistrumentista e insieme al bassista Dominic Aitchison membro fondatore dei Mogwai – l'esibizione di ieri sera presso l'Auditorium Parco della Musica è andata molto bene, forse anche perchè era la prima dopo una serie di partecipazioni a festival europei definiti “francamente scoraggianti”. In effetti, a parte le ovvie considerazioni che si possono fare sul pubblico dei festival musicali (da noi i Mogwai prima di un qualsiasi Vasco Rossi sarebbero stati subito lapidati), va detto che la musica del quintetto scozzese per essere apprezzata necessita di un pubblico affezionato o quantomeno attento e scevro di preconcetti. Poco dopo le nove, con fare dimesso e quasi a capo chino, il gruppo ha calcato le scene della Cavea e come primo assaggio ha eseguito un brano molto amato dai fan: Helicon 1, dalla raccolta Ten Rapid del 1997. Le altre tredici tracce, compresi i due bis Hunted By A Freak e Mogwai Fear Satan, hanno confermato quanto di buono sia stato detto e scritto sul conto dei Mogwai, entrati ormai nel loro quindicesimo anno di attività; le composizioni della band, come è noto a tutti, trovano la loro cifra stilistica primaria nella riuscita alternanza tra melodie sognanti e distorsioni chitarristiche assordanti. A chi non sa accostarsi a questa musica con pazienza e curiosità queste canzoni, spesso prive di accompagnamento vocale, sembreranno solo una provocatoria accozzaglia di rumori: va invece detto, pur senza volere sposare aprioristicamente la causa dei ragazzi di Glasgow, che oltre i feedback rabbiosi ed i silenzi quasi irreali dei Mogwai c'è un intero mondo sonoro che merita di essere ascoltato senza pregiudizi.

Adil Mauro

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