Luke Winslow King & Esther Rose @ The Cage Theatre - Livorno,12/01/2013

E' Tam che vi parla, e dopo aver macinato chilometri per inseguire i propri idoli e per ascoltarsi quelle note che tanto ci fanno stare bene, finalmente posso recensirvi una serata di ottima musica "giocando in casa"! Tutto questo grazie al The Cage Theatre di Livorno, che sta cercando di portare un pò di talento in città e di smuovere un pò la massa locale. E proprio la massa locale ha preso appieno l'invito, buona l'affluenza ieri sera, un pò per il gruppo statunitense, un pò per il gemellaggio con gli States.... eh si, perché per il tour italiano questa "band" (formata da due persone) si sono accollati i fratelli Luti, molto conosciuti in zona, specie Roberto o Bob per i più "local"!
Luke Winslow king, questo è il nome dell'artista di ieri sera, piombato direttamente da New Orleans, in pieno stile anni 50 visto abbigliamento, stile e tipo di musica... che ruotava a volte intorno al country, ma posava le proprie basi su un suono assolutamente blues.
Lui, con pantaloni "acqua in casa", bretelle, camicina, ciuffo ribelle e chitarra con un design che ti faceva credere a mal fatica che avesse addirittura un attacco elettrico; per completare il quadretto anni 50 ad accompagnarlo c'era lei, Esther Rose, semplice, carina, coinvolta e travolta da quel progetto musicale, con una voce stupenda quanto spontanea: che strumento poteva suonare se non una washboard!? Ammettiamolo… ce ne siamo innamorati un pò tutti!

Birra per Luke e vino per Esther aiutano a chiudere il sound check e subito si parte, con un sound che ti fa ballettare dondolando sulle gambe, è inevitabile; bella la risposta del pubblico, subito coinvolto, ma su questo non c'eran dubbi, la mia Livorno per la buona musica ha sempre ben risposto. Uno dietro l'altro, la band ci propone la maggior parte dei brani del loro ultimo album The coming tide cercando anche di intrattenerci con qualche battuta e scenetta, anche se, qui in zona, alle lingue straniere siamo un pochino meno aperti.
Per ultimo il bis, voluto dal pubblico ma non per il semplice applauso di routine, ma per una vera e propria chiamata a gran voce, segno che gli statunitensi ci sapevano fare, non da meno i fratelli labronici che hanno accompagnato la band in modo eccezionale!
Voto alto per il gruppo e voto alto per il The Cage Theatre, da tenere d'occhio, visto che il programma ce ne farà passare delle belle! Unica macchia che mi ha un pò infastidito è vedere lo staff che fa pagare le birre all'artista, ma chissà quali erano gli accordi.
Dagli anni 50 vi saluto e vi aspetto alla prossima serata!

Tommaso Giuntoli ( aka Tam)

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