Rock light dust star - Jamiroquai

Da assidua frequentatrice di concerti rock son sempre stata abituata a vedere palchi animati da 4, 5, massimo 6 musicisti ma questa volta…wow, quanta gente!
11 elementi: batteria, chitarra, basso, tastiera, 3 fiati, 3 coriste e nel mezzo lui, un ragazzo di 40 anni avvolto da un poncho frangiato di fantasia peruviana condito da uno stilosissimo cappello…in un’unica parola J.Kay.
E’ sempre stato un mio pallino quello di vedere i Jamiroquai dal vivo, dal tempo di “Travelling without moving”, uno dei primi cd originali acquistati nella mia adolescenza! E finalmente sono sbarcati in Italia, a Firenze per giunta.
Il Mandela Forum è al completo (punto a sfavore: un concerto di domenica non si può fare, per principio!), i prezzi dei biglietti in fondo sono stati abbordabili.
E comunque l’ultimo album è stato degno d nota.
Il palco è spaziale, nel vero senso della parola: è sovrastato da pianeti giganti danzanti, circondati da led coloratissimi e contornati da immagini dinamiche in continua alternanza a seconda del pezzo.
E poi c’è lui, J.K, un’esplosione di ritmo ed energia: ci ha fatto saltare e ballare come matti, perché, mettetela come volete, ma quando il giro di basso si fa insistente e spiana la strada al funk, tu non puoi stare fermo,è una legge fisica.
Due ore (scarse) di live: pezzi nuovi e pezzi storici: da Cosmic Girl a Space Cowboy, passando per Deeper Underground, You give me Something e Little L. Le nuove Rock light dust star, Blue skies, Lifeline , Goodbye to My Dancer le più orecchiabili, le più danzabili, nessuna smentita, solo certezze.
E’ stata una bella esibizione, carismatica, energica, musicalmente, vocalmente e coreograficamente ineccepibile.

Funk On _ Ele

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