A spasso nel tempo con Rachele Bastreghi: breve discorso intorno a Marie.

"Il tempo è morto fintanto che è scandito da piccoli ingranaggi. Solo quando l’orologio si ferma il tempo prende vita." cit. William Faulkner


Mi trovo qui, dopo un mese di spasmodico ascolto, a parlarvi di Marie, primo EP da solista per Rachele Bastreghi, anima femminile dei Baustelle (che sono vivi e vegeti, come precisa la stessa Rachele).

Ebbene, un disco che non è un disco ma una DeLorean DMC-12...si mette Marie sul piatto e via, in un attimo si raggiungono le 88 miglia orarie e ci troviamo catapultati negli anni '70.
Tutto merito della Nostra che, sollecitata dalla RAI a partecipare alla fiction Questo Nostro Amore, scrisse nel dicembre scorso Mon Petit Ami Du Passé fatto uscire come singolo e preludio dell'intero lavoro.


Disco interessantissimo, che vanta la partecipazione di musicisti di spicco del panorama italiano tra i quali i batteristi Sergio Carnevale (Bluvertigo) e Fabio Rondanini (Afterhours, Calibro 35, Niccolò Fabi) e il chitarrista Marco Carusino (Morgan) senza dimenticare il cameo di Mauro Pagani al flauto.
Oltre al già citato Mon Petit Ami Du Passé troviamo altri cinque brani comprese, come già accennato prima, le rivisitazioni di All'Inferno Insieme A Te di Patty Pravo (adattamento di una canzone d'Oltralpe, Detachez-Moi Les Bras di Claude Puterflam) e Cominciava Così dell'Equipe 84. Quasi mezz'ora di ottima musica in cui il disco diffonde attorno a sé suggestive e interessanti fragranze di scuola seventies, sempre a metà tra Francia e Italia, proiettandoci in una dimensione onirica, all'interno di quel sogno/viaggio che intraprendiamo all'insegna di sonorità avvolgenti, morbide ma decise e soprattutto mai stucchevoli e noiose. Le altre stazioni del viaggio sono Senza Essere (composta a quattro mani con Claudio Brasini, compare Baustelle), Folle Tempesta e Il Ritorno. 


Eleganza, ricercatezza, melodie curate e adatte a quelle atmosfere che il disco si prefigge di ricreare, in cui i folgoranti anni '70 incontrano una profonda inquietudine dell'essere. Ovviamente nota di merito a "lei", ultima ma non ultima, la voce sublime di Rachele: profonda ed espressiva come sempre, che si muove sulle onde di una poetica riconoscibile ma, allo stesso tempo, nuova e piacevolissima.

Adesso non vi resta che ascoltare questo pregevole lavoro per restare sospesi in una dimensione trasognante di cui poi non potrete più fare a meno. Marie diverrà la vostra dolce compagna di vita e pregherete affinché, proprio di Marie, nascano delle sorelle.


-MARCO BECCANI-
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