Dalla Nomentana a Firenze: Mannarino live @ Obihall.
Sold out al teatro Obihall di Firenze, il 17 novembre per il tour Al Monte live di Alessandro Mannarino.
Un vero e proprio spettacolo più che un concerto, con arrangiamenti anche molto diversi rispetto al disco e una scenografia assolutamente teatrale: luci sobrie, atmosfera notturna, suggestivi giochi di chiaroscuri, ponticini di legno e alberi scarni hanno accompagnato per tutta la durata del concerto un carosello di spostamenti, posizioni diverse, strumenti e cambi d’abito.
Sul palco una chitarra, una fisarmonica, un paio di archi, fiati, un basso, un contrabbasso, una una batteria, percussioni e cori (un riferimento ed una nota di merito particolari devono andare alla bravissima corista Simona Sciocca).
L’artista è stato di poche parole: si è guardato bene da inutili intermezzi, monologhi, battute scontate e si è presentato sul palco concentratissimo esordendo con L’Impero; le uniche parole spese durante il concerto sono state per Stefano Cucchi, prima di attaccare con i primi accordi di Scendi Giù.
Atmosfera suggestiva e coinvolgente, ipnotica nel dolcissimo lento che lo stesso Mannarino ha ballato con la succitata corista, Simona Sciocca, al termine di Gente, struggente durante l’esecuzione di Le Stelle quando tutte le luci si sono abbassate e dal soffitto sono scesi letteralmente centinaia di "corpuscoli celesti".
Spettacolo articolato in due tempi: il primo ha visto un pubblico composto, ligio, che battendo le mani e sussurando le parole ha accompagnato il Nostro.
Nella seconda, al grido del celebre "La donna del porto.." di Mary Lou, il teatro è esploso in una gioiosa festa: il pubblico si è alzato e ha invaso ogni spazio libero sotto il palco in barba agli addetti alla security, intonando a perdifiato le canzoni e ballando;
questa cosa non è per niente dispiaciuta al nostro Mannarino che ha ripreso con ancora più foga ed energia.
In tutto ciò nessun gusto di becera festa popolare, di sagra di paese: ha regnato un clima di allegria e festosità fino alla conclusione del concerto accompagnata da Vivere La Vita.
Nonostante il pubblico richiedesse a gran voce Scetate Vajò, uno dei pochi pezzi insieme a Rumba Magica che non è stato eseguito, l’artista non ha concesso nessuno strappo alla regola, nessun bis e sulle stesse poche parole con cui era arrivato si è chiuso il sipario. -Gaia Baldini-



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