FINAZ, Solo

da toscanamusiche.it (non ci siamo stati di persona ma abbiamo voluto condividere)

Ha insistito tanto con l’etichetta discografica per chiamare il suo primo disco senza la Bandabardò, Guitar solo. Finaz ha  fatto bene a puntare i piedi perché il titolo è tutt’altro che banale o scontato. Confesso che quando l’ho visto sul palco della sala Vanni, sabato 16 marzo 2013, per una volta solo senza Orla Enriquez Nuto e gli altri, ho pensato: e ora come farà? Un attimo dopo, quando Finaz ha impugnato la sei corde e ha attaccato a suonare, sembrava di ascoltare un’intera orchestra. Già perché Alessandro Finazzo è così bravo che la sua chitarra ha un suono pieno, carico di note e di effetti che l’ultima cosa che pensi è il fatto che sia l’unico strumento del concerto.
Finaz ci ha condotti in un viaggio per il mondo, col cuore e con la mente, come ha spiegato, per ripercorrere luoghi già visti o sognati. Mondi lontani, pieni di fascino e di passione. Popolati dagli eroi di ogni chitarrista: Jimi Hendrix, a cui Finaz ha dedicato un pezzo. Leggende viventi come Carlos Santana di cui ha proposto una cover. Tra un pezzo che racconta uno dei tanti viaggi on the road con i fratelli della Banda, un altro che celebra il mito di quando il nostro chitarrista era solo un ragazzo: John Lennon. E ancora il tango, suoni dai Balcani, una cover straordinaria dei Radiohead, No surprises, per una volta perfetta senza togliere o aggiungere nulla in più. Davvero una splendida lettura.
Il concerto è volato via così, tra i virtuosismi di Finaz e le belle illustrazioni sonore di Omar Becherini.
Tutti emozionati a fine serata, artista e pubblico ma con la splendida atmosfera che si respirava in sala Vanni non poteva essere diversamente. Grazie Finaz!
Raffaella Galamini 

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