Marlene Kuntz - Firenze

MARLENE KUNTZ - OBIHALL 14/05/2012
prezzo: 21 € + prevendita


Partiamo dal presupposto che non sono mai stata una “scrittrice” ( parolona) estremamente oggettiva; aggiungiamo il fatto che, la musica, intesa in ogni sua manifestazione, non può essere oggettiva per definizione ed uniamo le due cose. Io, scrivendo di musica, non potrò mai prescindere dalle mie emozioni, dalle mia predisposizione e da ciò che mi colpisce. A me l’oggettività, nell’arte in genere, proprio non va giù.
Il preambolo oggettivamente soggettivo era d’obbligo dopo il live di ieri sera, all’ObiHall, ex SachHall, ex Teatro Tenda ( può bastare???).
Ieri sera all’ ObiHall, ex SachHall, ex Teatro Tenda suonavano i Marlene Kuntz.   
Non c’è tanta gente, anzi, ce n’è veramente poca sotto il palco, tant’è che fa freddo, e in anni ed anni di concerti indoor penso sia la prima volta che che non smanio per trovare un posto dove lasciare giubbotto, felpa e quantaltro perchè non svenga dal caldo!
Alle 21.15 si spengono le luci; il sound check è rapido. Alle 21.30 i Marlene invadono il palco. I followers twitteriani ( o twitteristi decidete voi) erano stati avvisati per tempo : “il concerto iniziarà prestissimo, appena dopo le 21”, diceva un tweet lanciato ieri pomeriggio dalla pagina del gruppo.
Sul palco, oltre al gruppo di Cuneo, sale anche Federico Fiumani, musicista, autore e ideatore di uno dei gruppi rock italiani per eccellenza: i Diaframma. Federico si alterna ai pezzi dei Marlene leggendo, recitando brani pieni, significanti, semplicemente comprensibili.
Il disegno che si crea è “catartico”; il rock potende, crudo, nudo ed essenziale dei pezzi storici dei Marlene si alterna alla melodicità, alla dolcezza e alla malinconia di arrangiamenti totalmente acustici. 
Così se “A fior di pelle” ti entra nelle ossa, ti scuote e ti fa venire voglia di urlare, così come “Sonica”, pezzi come “Bellezza”, “Lieve”, “Impressioni di settembre” riescono ad ipnotizzarti in un vortice di commozione e stupore.
Rapimento penso sia la parola esatta, almeno per me, per descrivere la sensazione di queste due ore di live. Rapimento inteso come distacco dalla realtà quotidiana, dalla frenesia,dall’inutile arroganza che viviamo ogni giorno per catapultarsi in un universo di poesia, semplicità e  meraviglia.
Il palco, semplice, bicromatico e senza effetti speciali aiuta al rapimento della performance. Cristiano Godano ed i suoi musicisti sono stati impeccabili. Una gioia. I pezzi sono tutti conosciuti, nessuna new entry, solo qualche nuovo arrangiamento: è rassicurante ed elegante il clima che si crea, è per questo che ci si lascia rapire senza obiezioni.
Se avete la possibilità controllate le prossime date del tour e fatevi rapire anche voi, con cura e meraviglia.
Kuntz_On. Ele

Commenti

Post più popolari