The Wall - Roger Waters
data: 15/05/2011
luogo: O2 Arena, Londra
prezzo: £ 84 (96 € circa)
luogo: O2 Arena, Londra
prezzo: £ 84 (96 € circa)
La sensazione è quella di stare davanti ad un quadro di Dalì, solo che qui c'è un basso, batteria, chitarra e tastiera.
Se qualcuno mi chiedesse qual'è, secondo me, l'arte del XX secolo direi proprio che questo la rappresenta in pieno.
Musica, video e scenografia tutto coordinato come se ci fosse ancora Alan Parker a dare tempi e a scegliere i tagli, tutto rigorosamente live. Gli artisti non sono soli sul palco a suonare, ma sono, e sono stati, tutti quelli che hanno creato negli anni una messa in scena più che degna di un qualsiasi grande musical. Se chiudiamo gli occhi si hanno le stesse sensazioni: la musica ti entra dentro come solo quella sa fare.
Mentre si salgono le scale dell'O2 si sente parlare tanto italiano e tante voci dicono: "a me Waters sta anche antipatico". Eppure tutti sono lì, non per Waters, Gilmour o i Pink Floyd ma per The Wall.
The Wall va oltre l'artista che lo ha ideato o le storie dei Pink Floyd, The Wall è un simbolo della cultura moderna che dal '79 a oggi non ha mai perso di attualità.
Si possono passare ore a parlare dei simboli e dei significati nascosti di Pink del muro o di cosa evocano le immagini di martelli e professori e il bello è che dal nazismo a oggi ci si trova qualcosa da associare e da paragonare. Segno di una società che ha visto tanto ma che non è cambiata molto e soprattutto segno dell'immortalità di quei brani che nonostante il nome Waters su praticamente il 90% dell'album io amo sempre associare ad una band che ha senza ombra di dubbio fatto la storia della musica moderna.
Tutto calcolato nei minimi dettagli. Inizio con fuochi artificiali su tutto il palco aereo che precipita in esplosioni. Iniziano le proiezioni sui 50 metri di muro, via via si costruisce e si chiude diventando un mega schermo. Quasi fosse un film suonato dal vivo.
Waters che appare dal muro con la classica scena del salottino. E poi via fino al gran finale conosciuto da tutti. Unica pecca, se tale la si può definire, l'intervallo a metà concerto forse voluto per motivi tecnici o forse, come si sente dire, per rievocare la situazione del cinema.
Sicuramente i più fortunati sono quelli che hanno potuto assistere alla prima data londinese dove si sono visti arrivare sul palco sia Gilmour suonando “Comfortably Numb” che Mason a fine concerto. Regalo non da poco considerato che l'ultima volta che si erano ritrovati, Live 8 del 2010, non si erano neanche guardati in faccia.
Eppure sono là, tutti e tre o solo uno non importa, è veramente lo show il protagonista. Inutile citare la qualità dei musicisti insieme a Waters che non hanno niente da invidiare a nessuno e inutile anche parlare della qualità acustica, che come ci si aspetta, è impeccabile compresa la spettacolarità della quadrifonia. Insomma un film, un concerto, un quadro visibile, in 30.000 e più alla volta, ditemi voi se questa non è arte.
Giovanni Cosi
Questo un video del concerto di Berlino di Roger Waters
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