maggio fiorentino contro i tagli

1 dicembre 2008 8mila persone al mandela forum contro i tagli alla cultura


Chi lo avrebbe mai detto: In mezzo all’”Indie Rock” dei Franz Ferdinand, all’”elettronica” dei Chemical Brothers, al “folk jazz” della Banda Bardò, ritrovarsi nel bel mezzo di una recensione su una performance di Zubin Mehta???
Forse qualcuno storgerà un po’ il naso ma…che ci volete fare, eravamo più di 8mila al Palasport …ops,(non imparerò mai)Mandela Forum, lunedì scorso (nonostante pioggia e freddo polare) ad applaudire la ‘Nona Sinfonia’ di Beethoven, mi sembrava doveroso buttar giù almeno due righe!
….e questa volta saranno veramente due righe perché. ahimè, dal punto di vista tecnico dell’esibizione non posso dire niente , mi mancano un po’ di competenze direi!

Se si pensa ad un concerto di protesta cosa ci viene in mente???Beh,personalmente penso a Woodstock, al rock urlato ed incazzato, al fango, ai pugni alzati e ciò che ne consegue.
E se la protesta contro il grande “sfascio”(si, purtroppo“sfascio” è proprio la parola giusta) verso il quale stiamo andando incontro venisse dalle corde di arpe e violini e dalle dolci sonorità di clarinetti e oboe???
Già perché l’Orchestra del Coro del Maggio Musicale Fiorentino, egregiamente diretta dal Maestro Zubin, ha regalato una splendida serata a Firenze per distaccarsi e protestare contro i tagli finanziari allo spettacolo e alla cultura che il “nostro” governo ci sta gentilmente regalando.

Non voglio però entrare in meriti politici, questo era lo scopo comunque della serata. La cosa che rimane è ancora una volta il potere della musica; ciò che mi ha davvero impressionato è stata la quantità di gente che è accorsa al concerto , e la varietà di spettatori presenti: neofiti, appassionati, musicisti, anziani e bambini.
Chiunque era lì è rimasto incantato dalla magica sinfonia, e sfido chiunque a negare che durante “L’Inno alla Gioia” finale non abbia provato ad accennare le note iniziali della melodia su una tastiera di un pianoforte immaginario,o a canticchiarne i versi nella propria testa!

Per fortuna anche Firenze ogni tanto si smuove dal proprio torpore cronico e si alza in piedi ad applaudire.

Rock on. Elena

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